Sostenibilità

SOSTENIBILITÀ MANUALE PER COSTRUZIONI IN X-LAM BBS 2.0

SOSTENIBILITÀ © Binderholz GmbH & Saint-Gobain Rigips Austria GesmbH Prima edizione, aprile 2023 Tutte le informazioni presenti in questo stampato sono conformi ai più recenti sviluppi e sono state elaborate per voi con scienza e coscienza. Poiché facciamo sempre del nostro meglio per offrirvi le migliori soluzioni possibili, ci riserviamo di modificare il presente manuale al fine di apportare dei miglioramenti nelle applicazioni e nella tecnologia. Assicuratevi di avere a vostra disposizione l’edizione più recente del presente stampato. Non si possono escludere errori di stampa. La presente pubblicazione si rivolge a professionisti del settore. Eventuali figure che illustrano l’esecuzione di attività non sono da considerarsi come delle istruzioni per la lavorazione, a meno che non siano indicate esplicitamente come tali. I rendering e le sezioni delle singole costruzioni non sono raffigurate in scala, ma servono soltanto a titolo illustrativo. I nostri prodotti e i nostri sistemi sono complementari fra loro. Il loro interfunzionamento è attestato da verifiche interne ed esterne. Tutte le informazioni fornite si basano sul presupposto di un utilizzo esclusivo dei nostri prodotti. Se non diversamente descritto, dalle informazioni fornite non è possibile dedurre alcuna possibilità di combinare i nostri prodotti con sistemi di terzi né di intercambiare singole parti con prodotti di terzi; in tal caso non ci assumiamo alcuna garanzia o responsabilità. Vi preghiamo inoltre di notare che le nostre relazioni commerciali si basano esclusivamente sulle nostre condizioni di vendita, di consegna e di pagamento (CGC) nella loro versione aggiornata. Le nostre CGC sono disponibili su richiesta oppure consultabili sui siti internet www.binderholz.com e www.rigips.com. Saremo lieti di iniziare con voi una proficua collaborazione e vi auguriamo di poter realizzare sempre con successo i vostri progetti utilizzando le nostre soluzioni. Editore Binderholz GmbH e Saint-Gobain Rigips Austria GesmbH Realizzazione tecnica Dipl.-Ing. (FH) Tim Sleik, Dipl.-Ing. Christian Kolbitsch e Dipl.-Ing. (FH) Jens Koch Realizzazione grafica Agenzia pubblicitaria Goldfeder – Jasmin Brunner Foto binderholz, Rigips Austria, b&k structures, www.christof-reich.com, Daniel Shearing LINEE TELEFONICHE: Binderholz Bausysteme GmbH Saint-Gobain Rigips Austria GesmbH Tel. +43 6245 70500 Tel. +43 1 616 29 80-517 www.binderholz.com www.rigips.com

SOSTENIBILITÀ INDICE Sfide future 4 Il legno: la materia prima e il materiale da costruzione sostenibile per eccellenza 5 Tutela del clima e risparmio di risorse 7 La foresta come pozzo di assorbimento del carbonio 8 Quanto legno serve per produrre 1 m³ di X-LAM BBS? 9 Regionalità per vie brevi 10 La foresta e il legno come fattori economici 11 Grande valore, grandi vantaggi 12 Il principio “zero rifiuti” di binderholz 13 Cifre e fatti sull’edilizia in legno 14 Ecobilancio e uso a cascata del legno 17 Obiettivi 19 Il gesso come materia prima 20 Trasparenza – Dichiarazione ambientale di prodotto 21 Multi Comfort 22 Innovazione 22 L’impegno dei dipendenti per l’Earth Overshoot Day 23 Cifre 23 Indice delle figure 24 Indice delle fonti 24

SOSTENIBILITÀ 4 SOSTENIBILITÀ Sfide future Con la definizione di 17 obiettivi, i cosiddetti Sustainable Development Goals (SDG), l’UNECE introduce le sue pietre miliari per uno sviluppo sostenibile. Questi obiettivi hanno lo scopo di contribuire al superamento delle sfide globali in ambito ecologico, economico e sociale (vedi figura 1). Per dare una mano a raggiungere tali obiettivi è stata avviata una campagna d’azione. Si tratta di un’iniziativa speciale promossa dal Segretario generale dell’ONU che viene amministrata dal Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite. Questa iniziativa viene sostenuta dalle Nazioni Unite e dagli stati membri per promuovere e coinvolgere il pubblico nell’attuazione dei SDG. I SDG valgono per tutti gli stati, tutte le aziende e tutte le società civili e sono entrati in vigore il 1° gennaio 2016 per una durata di 15 anni. Figura 1 – I 17 SDG dell’UNECE L’Accordo di Parigi Diversamente dal Protocollo di Kyoto del 1997, l’Accordo di Parigi del 2015 obbliga, per la prima volta tutti gli stati senza alcuna eccezione, ad elaborare il proprio contributo determinato a livello nazionale (“nationally determined contribution”, NDC). Ogni stato deve pertanto decidere delle misure da mettere in atto e deve poi attenersi ad esse. L’obiettivo principale è il cosiddetto obiettivo dei 2 gradi: entro il 2050 le emissioni in tutto il mondo dovrebbero essere ridotte in una misura compresa fra il 40% e il 70%, in modo che l’aumento della temperatura rimanga al di sotto del livello critico di 2 gradi Celsius. Sono state inoltre decise delle nuove regole di ampia portata in materia di tutela delle foreste. Vengono create nuove forme di cooperazione internazionale nei mercati del carbonio e vengono esortati gli stati ad adeguarsi in modo più efficace ai cambiamenti climatici e a gestire i flussi finanziari globali in modo da mettere in primo piano la protezione del clima. Saint-Gobain si impegna attivamente per l’attuazione dell’accordo e mette attivamente a disposizione le sue competenze anche per future conferenze e per condividerle con i gruppi interessati. Inoltre l’Accordo di Parigi può forzare il raggiungimento degli obiettivi già attraverso singole misure mirate, come ad esempio l’utilizzo sistematico del legno nel settore dell’edilizia.

SOSTENIBILITÀ 5 Il legno: la materia prima e il materiale da costruzione sostenibile per eccellenza Il principio è quello di utilizzare nel presente una quantità di risorse limitata a far sì che in futuro esse siano maggiormente disponibili: la sostenibilità è e rimane l’obiettivo primario dell’economia forestale. In quest’ottica, le tre funzioni di base della foresta (utilitaria, protettiva e ricreativa) devono essere preservate e rimanere a disposizione anche per le generazioni a venire. Il termine “sostenibilità” è stato coniato circa 300 anni fa da Hans Carl von Carlowitz nella sua “Silvicultura oeconomica”. Questo concetto di gestione delle risorse, originariamente sviluppato soltanto per l’economia forestale, oggi più che mai viene vissuto e viene considerato a livello mondiale, sia in ambito politico che in ambito economico, come un modello di impiego delle risorse orientato al futuro. E ciò si rispecchia anche nei dati ufficiali dell’UE. Nell’UE la copertura forestale è infatti aumentata del 2% nel giro di 15 anni, il che significa un incremento assoluto di circa 4 milioni di ettari di superficie forestale. Lo stesso vale per l’economia forestale e per l’utilizzo del legno delle foreste a livello nazionale. Attualmente in Austria quasi la metà dell’intero territorio è costituito da foreste (vedi figura 2). Dal 1961 la superficie forestale è aumentata di 300.000 ettari e ad oggi si può calcolare una superficie di 0,5 ettari di foresta per abitante. L’82% della superficie forestale è di proprietà di privati e il 18% è pubblica. Poiché ricresce sempre più legno di quanto ne venga raccolto, la foresta austriaca ha la possibilità di estendersi continuamente, contrariamente a quanto accade per il disboscamento delle foreste tropicali. Al momento le foreste austriache ospitano 3,4 miliardi di alberi e 65 specie arboree diverse con una riserva totale di 1,1 miliardi di metri cubi di legname. Dei 30,4 milioni di metri cubi di legname che ricrescono ogni anno nelle foreste austriache, 25,9 milioni vengono prelevati al fine di soddisfare pienamente il principio dell’economia forestale sostenibile. Figura 2 – Superficie forestale degli stati membri dell’UE, Zuschnitt 51 proholz Austria A differenza delle foreste pluviali tropicali, le foreste dell’Austria non generano pioggia, ma fanno comunque sì che la terra rimanga fresca e umida. L’umidità relativa dell’aria nella foresta è fino al 10% più elevata rispetto a quella delle aree circostanti. In questo modo la foresta svolge le funzioni di regolare le condizioni climatiche, assorbire i gas serra, proteggere dalle valanghe e dalle inondazioni, favorire la biodiversità e fungere persino da area ricreativa in prossimità dei centri urbani. Inoltre contribuisce in misura considerevole al mantenimento dell’alta qualità dell’acqua potabile del paese. La Germania è uno dei paesi europei con la maggiore presenza di foreste. Complessivamente nelle foreste tedesche vi sono all’incirca 90 miliardi di alberi. Un terzo della superficie totale del paese è coperta da foreste, il che corrisponde a 11,4 milioni di ettari. Nonostante un aumento molto ridotto, ossia dello 0,4%, le foreste continuano a crescere. Gli stati federali che dispongono maggiormente di foreste sono l’Assia e la Renania-Palatinato con il 42%. Fonte: Der Wald in Deutschland Finnland 75% Finlandia 77% Austria 48% Italia 37% Germania 31% Ungheria 22% Schweden 68% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% Österreich 47% Slowakei 41% Tschechien 33% Italien 32% Deutschland 31% Frankreich 30% Ungarn 19% EU 19% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% UE 42%

SOSTENIBILITÀ 6 La foresta tedesca si contraddistingue per la sua grande biodiversità, con 90 specie arboree, 1.215 specie di piante e 6.700 specie animali. Nel paese sarebbe possibile raccogliere ogni anno fino a 120 milioni di m³ di legno senza sfruttare le foreste in modo eccessivo. Poiché il consumo annuo di legno della Germania si attesta sui 135 milioni di m³, l’11% del legno utilizzato viene importato. In base ai dati del terzo inventario forestale federale, la crescita annua di legno è di 121,6 milioni di m³. Volendo fare un paragone, ciò corrisponde a quaranta volte la piramide di Cheope. Facendo quindi il calcolo, nella foresta tedesca ogni secondo ricrescono 3,8 m³ di legno. La riserva totale di legno presente nella foresta tedesca ammonta a 3,7 miliardi di m³. Ciò rende la Germania il paese europeo con la riserva di legno più alta in Europa. Fonte: Holzstoffbilanz Deutschland Il 77% della superficie totale della Finlandia è coperta da foreste; ciò significa 4,2 ettari di superficie forestale pro abitante. Quasi la metà delle foreste finlandesi è composta da pini, mentre la restante parte, quella più grande, si divide fra abeti rossi, betulle pelose e betulle bianche. La maggior parte delle foreste finlandesi è mista, e ospita quindi più di una specie. Complessivamente in Finlandia si possono trovare 30 diverse specie autoctone. Anche nell’economia forestale finlandese le risorse vengono gestite secondo il principio della sostenibilità: la crescita annua delle foreste è del 30% superiore alla quantità di legno raccolta ogni anno. Pertanto la foresta finlandese aumenta, e ciò vale per tutte le specie arboree e per tutte le aree forestali del paese. Da alcuni anni la crescita annua ha superato la soglia dei 100 milioni di metri cubi. Nel 2014 ad esempio la crescita è stata di 104 milioni di m³. Nello stesso anno il volume complessivo della foresta finlandese era di 2.360 miliardi di m³ e, dall’inizio dei XXI secolo, le riserve di legno della Finlandia sono aumentate del 60%. Fonte: Finnlands Wälder Sostenibilità garantita lungo tutta la catena di custodia – Chain of Custody (CoC) Per poter garantire all’utente finale i vantaggi di un’economia forestale europea sostenibile e consapevole delle risorse lungo tutta la catena del valore, serve un monitoraggio costante dell’intera catena di approvvigionamento e di produzione, dall’albero fino al cliente! A livello degli stati membri dell’UE vi sono delle leggi in materia forestale, specifiche per i singoli paesi, volte al rispetto di un’economia forestale sostenibile e adeguata. Queste leggi relative allo spazio economico internazionale rientrano nel quadro normativo dell’Unione Europea; l’obiettivo di tali leggi è quello di permettere un controllo ed un monitoraggio costanti della catena di approvvigionamento sostenibile. Il piano d’azione FLEGT e l’EUTR Con il piano d’azione FLEGT (Forest Law Enforcement, Governance and Trade) l’UE ha stilato un ampio catalogo di misure volte a contrastare in modo efficace il problema globale del disboscamento illegale ed incontrollato. Un punto importante del piano d’azione FLEGT è rappresentato dal regolamento europeo per il legno (EUTR = European Timber Regulation). Sostanzialmente questo regolamento richiede a tutti gli operatori presenti sul mercato europeo di assumersi la propria responsabilità per quanto concerne l’acquisto del legno e dei prodotti a base di legno a livello mondiale al fine di riuscire a creare una catena di approvvigionamento sostenibile a lungo termine. La legge, entrata in vigore il 3 marzo 2013, richiede in particolare alle aziende che importano nell’Unione Europea di produrre delle evidenze a livello centrale al fine di escludere le fonti di legname illegali. Inoltre ogni importatore deve mettere in pratica una procedura aziendale di dovuta diligenza che si fondi su tre pilastri centrali: • Raccolta di informazioni • Valutazione dei rischi • Riduzione dei rischi Fonte: Sistema di licenze FLEGT Certificazione indipendente della catena di approvvigionamento Oltre ai severi organi di controllo statali, le aziende del settore del legno possono sottoporsi anche alle verifiche di organismi di certificazione indipendenti. A tal scopo vi sono diverse possibilità a disposizione, come ad esempio il PEFC o l’FSC. Il PEFC è la principale istituzione per la commercializzazione e la gestione sostenibili delle risorse forestali, garantite attraverso un sistema di certificazione indipendente. Questo organismo si occupa di assicurare una gestione delle foreste che sia sostenibile, responsabile e che tuteli le risorse. In questo modo le nostre foreste si conserveranno anche per le generazioni future, come fondamento della vita, luogo di lavoro e spazio ricreativo. L’obiettivo è quello di migliorare costantemente la gestione delle foreste, di conservare le foreste e di assicurare che esse continuino ad esercitare la loro azione positiva sull’ambiente. Grazie ad una procedura di accreditamento conforme agli standard internazionali, l’indipendenza degli organismi di certificazione è garantita in misura particolarmente elevata. In primo piano vi è la possibilità di una partecipazione equa di tutti i proprietari di foreste, indipendentemente dalle dimensioni delle loro aziende, nonché l’attenzione nei confronti della diversità degli ecosistemi forestali, del patrimonio culturale e delle strutture di proprietà. Il PEFC è il primo sistema ad aver integrato i criteri sociali non sono nella certificazione forestale, ma anche nella certificazione della catena di custodia (Chain of Custody).

SOSTENIBILITÀ 7 Fotosintesi Energia solare CO2 O2 O2 Marcitura Combustione C Tutela del clima e risparmio di risorse Il ciclo del carbonio in natura In quasi tutti gli ecosistemi il ciclo del carbonio è influenzato in maniera determinante dalla fotosintesi: è attraverso di essa che vengono forniti a tutti gli esseri viventi sostanze nutrienti e fonti di energia ad alto contenuto energetico. Attraverso la fotosintesi le piante, durante la loro crescita, assorbono dall’aria anidride carbonica (CO2) e dal terreno acqua e sostanze nutritive. In questo modo costruiscono la struttura di base per la loro crescita. Negli alberi questa struttura di base è costituita dal legno. Durante il processo di fotosintesi la molecola di ossigeno povera di energia viene scomposta, con l’aiuto della luce, nelle foglie verdi della pianta. L’ossigeno (O), indispensabile per la vita della maggior parte degli esseri viventi, creatosi in questo modo come prodotto di fissione, viene così rilasciato nuovamente nell’ambiente. Il carbonio (C) invece serve alla costruzione organica dell’albero e rimane legato sotto forma di biomassa per tutto il suo ciclo di vita. In questo modo, attraverso le piante, si sottrae continuamente all’atmosfera il gas serra costituito dall’anidride carbonica (CO2) (vedi figura 3). Per biomassa si intendono il legno, le foglie, le radici e l’humus. Quando la biomassa muore, viene liberata nuovamente anidride carbonica attraverso la scomposizione e si chiude quindi il ciclo naturale. I certificati di binderholz La tracciabilità dell'origine del legno e l’esclusione dell’eccessivo sfruttamento delle risorse sono le basi della certificazione e garantiscono quindi l’incentivazione di una gestione delle foreste responsabile sotto il profilo sociale ed ambientale. Ciò contribuisce a mantenere intatta la varietà di piante ed animali e a rispettare gli interessi sociali delle persone. Essendo certificate anche le aziende secondarie, lo stato di certificazione si mantiene fino al livello del cliente finale. Non solo i proprietari della foresta possono far certificare le proprie foreste direttamente da un organismo di certificazione, ma chi acquista il tondame può, in collaborazione con il proprietario della foresta, far valutare il legno proveniente da foreste non certificate sulla base di un sistema di dovuta diligenza interno accreditato in precedenza da un organismo di certificazione e, in caso di situazioni poco chiare, escluderlo dalla lavorazione. Tutti i prodotti di binderholz sono certificati PEFC al 100% o sono fabbricati con legno proveniente da fonti controllate dal PEFC. La messa in pratica dei rigorosi criteri del PEFC ed un automonitoraggio interno permanente dei flussi di tondame e di segati, in combinazione con un monitoraggio esterno annuale condotto sul posto da parte di un istituto di certificazione indipendente, servono a raggiungere gli obiettivi legati ad un uso sostenibile del legno e a rispettare quindi le direttive del PEFC. Sulla base delle procedure sostenibili volte alla tutela delle risorse dell’economia forestale europea, che viene monitorata attraverso un quadro normativo rigorosamente controllato, si può affermare che costruire con il legno è sensato sotto ogni punto di vista. Alle nostre latitudini il legno è a disposizione in quantità sufficiente un po’ dappertutto ed è una materia prima naturale che ricresce costantemente di più rispetto a quanta ne venga raccolta. Non deve quindi sorprendere il fatto che il settore del legname in Europa sia da sempre fortemente radicato.

SOSTENIBILITÀ 8 Figura 3 – Il ciclo del carbonio in natura La foresta come pozzo di assorbimento del carbonio In un periodo caratterizzato dall’aumento delle emissioni di CO2 ed influenzato sempre più dalla emissioni causate dall’uomo, la presenza di foreste stabili e gestite attraverso un’economia forestale regolamentata, come accade ad esempio in tutta l’area dell’Europa settentrionale e centrale, è uno dei fattori più importanti per la riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera. L’importanza di una gestione delle risorse delle foreste regolamentata attraverso l’economia forestale si può evincere dalla grafica riportata qui di seguito (vedi figura 4). Mentre in una foresta in cui le risorse non vengono gestite in maniera sostenibile il bilancio del carbonio, determinato dalla morte e dalla marcitura degli alberi, rimane in equilibrio, la compensazione in una foresta a gestione sostenibile avviene diversamente: poiché il legno viene raccolto, il carbonio continua a rimanere immagazzinato al suo interno, e così la fase di marcitura semplicemente non si verifica. Qualora si rinunciasse a gestire in questo modo le risorse forestali, verrebbero meno quei prodotti del legno che immagazzinano questo carbonio in più, nonché le bioenergie da esse derivanti che possono sostituire le fonti energetiche fossili. In questo modo il riscaldamento globale avanzerebbe ad un ritmo ancora più rapido. Per questo motivo le foreste non gestite in maniera sostenibile fanno meno bene all’atmosfera rispetto a quelle a gestione sostenibile. Il motivo risiede nel fatto che il legno non può essere sfruttato e la naturale marcitura fa sì che la CO2 che l’albero ha assorbito durante la fase di crescita venga di nuovo rilasciata nell’atmosfera. Il sequestro di CO2: il deposito e l’immagazzinamento a lungo termine del carbonio In virtù della capacità di immagazzinamento a lungo termine degli alberi, non solo delle foreste, ma anche e soprattutto degli edifici, dei mobili e persino dei giocattoli in legno, essi contribuiscono, anche dopo essere stati raccolti, alla riduzione del tenore di CO2 nell’atmosfera fungendo da accumulatori di carbonio. A titolo esplicativo si può dire che in 1 m³ di legno viene immagazzinato dall’atmosfera l’equivalente di quasi una tonnellata di CO2. Aggregando i dati, si evince che nelle foreste austriache è immagazzinato l’equivalente di circa 3 miliardi di tonnellate di CO2. Ciò corrisponde a quasi 35 volte tanto rispetto a quanto viene emesso ogni anno in Austria in termini di gas serra. Gli alberi legano l’anidride carbonica e la immagazzinano come carbonio biogenico per un lungo periodo di tempo. Ogni fusto che viene utilizzato fa spazio a nuovi alberi, moltiplicando così il deposito di carbonio nel legno. Costruire con il legno è pertanto una cosa sensata sotto tutti i punti di vista, tanto più che alle nostre latitudini il legno è a disposizione in quantità sufficiente un po’ dappertutto. Al tempo stesso è una materia prima naturale e sostenibile, che può rientrare nell’uso a cascata come “materiale circolare”. Figura 4 – Le conseguenze del pozzo di assorbimento del carbonio nella foresta regolarmente sfruttata e nella foresta vergine, Zuschnitt 65, proHolz Austria Wälder speichern große Mengen an Kohlenstoff und sind daher wichtig für den globalen Kohlenstoffkreislauf. Seit 1960 hat sich der CO2-Anteil in der Atmosphäre von 218 ppm auf aktuell ca. 385 ppm um 0,039 Prozent erhöht. Ohne CO 2 in der Atmosphäre hätten wir eine durchschnittliche Welttemperatur von – 16 °C und nicht wie derzeit ca. + 15 °C. In Österreich hat die Jahresmittel - temperatur seit 1960 um 1,5 °C zugenommen, während sich die jährlichen Niederschläge im Mittel nicht verändert haben. Wald puffert große Mengen an CO 2 und ohne Wald hätten wir eine um 30 Prozent höhere CO 2-Konzentration. Die globale Waldfläche ist damit gemeinsam mit den Ozeanen der wichtigste „Klimapuffer“ und Walderhaltung bzw. eine Erweiterung der Waldflächen ist Teil des Klimaschutzes. Was bewirkt Waldwirtschaft? Waldökosysteme binden Kohlenstoff. Mit der Kompostierung von abgestorbener Biomasse setzen Wälder Kohlenstoff frei. Großflä - chige, vom Menschen unbeeinflusste Waldökosysteme (Urwälder) binden in etwa die gleiche Menge Kohlenstoff, die sie durch Ab - bauprozesse freisetzen. Ein 300 Hektar großer Urwald mit einer idealen Altersklassenverteilung ist CO 2-neutral und hat somit auch keine Senkenleistung. Waldwirtschaft hingegen nutzt Holz am Ende der Optimalphase und führt es idealerweise im Sinne einer sogenannten kaska - dischen Verwendung der gesellschaftlichen Nutzung zu. Am Ende des Prozesses verrottet dann Holz wieder bzw. wird für die Ener - gieerzeugung verwendet. Damit werden fossile Energieträger (Erdöl, Erdgas) subsituiert und durch die erneuerbare Ressource Holz aus nachhaltiger Waldwirtschaft ersetzt. Im Gegensatz zu einem Urwald hat ein 300 Hektar großer Wirtschaftswald mit idealer Altersklassenverteilung aufgrund von Substitutionseffek - ten (Ersatz von fossilem C) einen positiven Effekt. Im Gegensatz zum Urwald wird C bzw. CO 2 nicht durch Zersetzungsprozesse freigesetzt, sondern geerntet und erst wieder im Zuge der energe - tischen Nutzung an die Atmosphäre abgegeben. Das Kyoto-Protokoll Die international wichtigste Vereinbarung zum Klimaschutz ist das Kyoto-Protokoll. Ein wichtiges Ziel des Kyoto-Protokolls ist die Erhaltung der globalen Waldfläche, die außer in Europa auf - grund der Umwandlung in landwirtschaftliche Flächen und Siedlungsraum für die wachsende Bevölkerung abnimmt. Österreich hat sich bei der Klimakonferenz im japanischen Kyoto zu einer Reduktion des CO 2-Ausstoßes bis 2012 um 13 Prozent, bezogen auf das Niveau von 1990 (79 Mio. t CO2), verpflichtet. Seit Februar 2005 gilt diese Vereinbarung. Im Jahr 2012 wäre für Österreich ein Ausstoß von 68,87 Mio. t CO2 erlaubt gewesen, tatsächlich betrug dieser 80,2 Mio. t. Hauptverursacher waren der Verkehr (ca. 30 Prozent) und die Industrie ( 29 Prozent). Auch wenn in Österreich die Waldfläche jährlich um 7.000 Hektar zunimmt und damit ein wichtiger Beitrag zum Klimaschutz geleistet wird, muss Österreich den CO 2-Ausstoß senken, um die Klimaziele zu erreichen. Dazu sind auch die Förderung erneuer - barer Energien sowie der Verwendung von Holz, das in Gebäuden, Möbeln etc. als „Zwischenlager“ für Kohlenstoff dient, notwendig. Diese „Zwischenlagerung“ bzw. „kaskadische“ Verwendung von Holzprodukten verringert den CO 2-Gehalt in der Atmosphäre. Es wird eine Intensivierung der Waldwirtschaft er - wartet, wobei auf die Nachhaltigkeit zu achten ist. Reisig und Äste müssen im Wald verbleiben, damit es zu keinen Degradierungen der Standorte kommt. Hubert Hasenauer ist Professor für Waldbau und Leiter des Instituts für Waldbau an der Universi - tät für Bodenkultur in Wien. Seine Forschungsinteressen sind Waldbewirtschaftungskonzepte und Kohlenstoffkreisläufe sowie die Weiterentwicklung und Anwendung von Ökosystemmodellen in der Klimafolgenforschung. I – Fase ottimale: In questa fase si riscontra la maggior crescita di volume e la foresta accumula grandi quantità di carbonio. La foresta è un pozzo di assorbimento del carbonio. II – Fase di decadimento: La foresta ha raggiunto il suo limite fisiologico di età, gli alberi muoiono, marciscono e restituiscono il carbonio all’atmosfera. La foresta è una fonte di carbonio. III – Fase di rigenerazione: La foresta, alla fine della fase di decadimento, si trova in una situazione di forte rigenerazione. La foresta non ha impatto sul livello del carbonio, in quanto i processi di decomposizione e di crescita sono più o meno in equilibrio. Hubert Hasenauer Im WaldWelchen Beitrag leistet die Waldwirtschaft zum Klimaschutz? Foresta regolarmente sfruttata Il carbonio viene legato, ciclo di 150 anni, nella foresta non c’è rilascio di carbonio. Foresta vergine Livello di carbonio costante, si assiste ad un ciclo di vita completo di 300 anni, non c’è gestione della foresta. 0 anni I II III 350 300 250 200 150 100 50 0 Carbonio (t⁄ ha⁄ a) CO2 Accumulatori di carbonio nella foresta Crescita e raccolta Accumulatori di carbonio nei prodotti realizzati in legno crescita continua attraverso un utilizzo a lungo termine C C C C C C C C C C C C C C C 50 100 150 200 250 300

SOSTENIBILITÀ 9 Figura 5 – La Dalston Lane a Londra: in questo progetto il BBS lega circa 3.000 tonnellate di CO2, il che corrisponde a circa 1.500 voli da Londra a New York City. Quanto legno serve per produrre 1 m³ di X-LAM BBS? Per la produzione di X-LAM BBS di alta qualità possono essere utilizzate esclusivamente tavole idonee con determinate caratteristiche di resistenza e qualità della superficie. Per questo motivo servono circa 2,3 m³ di tondame per 1 m³ di X-LAM BBS. Nelle sole foreste austriache questa quantità di legno ricresce già dopo 2,3 secondi. Ma cosa accade al resto del legno? Prima di tagliare il legno nelle nostre segherie, la corteccia, ossia circa il 10% del volume, viene rimossa dal tronco e trasformata direttamente in sede in bioenergia. Questa energia viene trasformata a sua volta in elettricità verde, ma anche in calore utilizzato per essiccare il legno. Il 58% del tronco può essere successivamente lavorato per realizzare prodotti in legno massiccio di alta qualità. Un ulteriore 0,7% del volume del tronco viene sottratto al legno con l’essiccazione nei nostri essiccatoi. Un altro 20% cade durante il taglio o la piallatura delle singole tavole e noi lo ritrasformiamo in un prodotto secondario di segatura. In questo modo dalla produzione di X-LAM BBS non si creano rifiuti, perché tutto il tronco viene lavorato in modo funzionale. Provenendo poi il legno da foreste a gestione sostenibile, la costruzione di case in legno massiccio non rappresenta un problema nemmeno per le nostre foreste, anzi, è vero il contrario. Le foreste a gestione sostenibile hanno un’efficacia come accumulatrici di CO2 che risulta essere superiore rispetto a quelle in cui le risorse non vengono gestite in maniera sostenibile e forniscono pertanto un contributo ancora maggiore alla tutela del clima. Nelle sole foreste austriache 4.500 m³ di binderholz X-LAM BBS, quindi la Dalston Lane completa (vedi figura 5), ricrescono già nel giro di 2 ore e 52 minuti. Chi costruisce una casa in legno massiccio fa quindi del bene non soltanto a se stesso, ma anche alle foreste e all’ambiente in generale. Esempi di immagazzinamento di CO2 negli edifici Se il 10% di tutte le case in Europa fosse costruito in legno, le emissioni di carbonio si ridurrebbero di un totale di 1,8 milioni di tonnellate (circa il 2% delle emissioni di carbonio totali) all’anno. In seguito al disastroso terremoto a L'Aquila (2009), 70.000 persone sono rimaste senza casa. La ricostruzione andava pianificata con sistemi costruttivi antisismici e di alto livello qualitativo. La gara d’appalto internazionale è stata vinta da binderholz X-LAM BBS. Complessivamente sono stati forniti 11.000 m³ di BBS e con essi sono stati realizzati 29.600 m² di superfici abitabili. Nelle foreste austriache crescono ogni minuto 40 m³ di legno. Ci sono quindi volute soltanto 7 ore per far ricrescere nelle foreste austriache il legno consegnato a L'Aquila. In questi 11.000 m³ sono immagazzinate a lungo termine 25.300 tonnellate di CO2. Ciò corrisponde a tanta CO2 quanta ne viene emessa all’anno in media da 1.000 europei o da 5.000 automobili (vedi figura 6). Ogni metro cubo di legno che viene impiegato in sostituzione di altri materiali da costruzione riduce le emissioni di CO2 nell’atmosfera in media di 1,1 tonnellate. Se a queste si aggiunge la tonnellata di CO2 immagazzinata nel legno, si arriva a circa due tonnellate di CO2 complessive immagazzinate in un metro cubo di legno. © b&k structures

SOSTENIBILITÀ 10 Regionalità per vie brevi L’economia forestale e del legname è di norma di competenza in gran parte di lavoratori regionali e sfrutta le materie prime reperibili sul posto. In questo modo il settore offre numerosi posti di lavoro e possibilità di impiego lontano dalle grandi metropoli, assicurando al tempo stesso la creazione di valore aggiunto a lungo termine a livello regionale e rafforzando e promuovendo ulteriormente attraverso programmi di investimento le aziende interne alle diverse regioni. Tragitti diretti per la raccolta del legno e vie di trasporto brevi per la creazione di prodotti in legno o semilavorati contribuiscono ulteriormente alla riduzione delle emissioni di CO2. Lo stesso vale per la produzione dei famosi pannelli in cartongesso. Trasporto tramite teleferica Circa 15 chilometri di strada separano l’attività mineraria di Grundlsee dallo stabilimento di produzione dei pannelli in cartongesso di Bad Aussee (vedi figura 7). L’utilizzo della teleferica risparmia ogni anno all’ambiente 22.800 viaggi in camion su questo tragitto, e di conseguenza oltre 350 tonnellate di emissioni di CO2. Anche per quanto riguarda le esportazioni il legno si rivela povero di emissioni, in quanto i trasporti di legname su strada si rivelano antieconomici per distanze superiori ai 150 km e avvengono quindi per lo più su rotaia. Inoltre, nei paesi che lo importano, il legno esportato contribuisce al risparmio in termini di emissioni di CO2, in quanto va a sostituire materiali più dispendiosi dal punto di vista energetico. Consumi nella vita quotidiana: emissioni di CO2 VIAGGI IN AEREO Andata e ritorno Monaco di Baviera – Maiorca Monaco di Baviera – Tenerife Monaco di Baviera – New York 0,5 tonnellate 1,2 tonnellate 2,4 tonnellate VIAGGI IN AUTOMOBILE 12.000 km Utilitaria, benzina Utilitaria, diesel Fuoristrada SUV, benzina Fuoristrada SUV, diesel 2,8 tonnellate 3,0 tonnellate 6,7 tonnellate 7,2 tonnellate ALIMENTAZIONE All’anno carnivora vegetariana vegana 1,6 – 3,2 tonnellate 0,9 – 1,8 tonnellate 0,8 – 1,6 tonnellate Figura 6 – Consumo di CO2 nella vita quotidiana Figura 7 – Teleferica dello stabilimento di produzione dei pannelli in cartongesso di Bad Aussee | Austria

SOSTENIBILITÀ 11 La foresta e il legno come fattori economici In Austria circa 280.000 persone si guadagnano il pane quotidiano lavorando nel settore forestale e del legno, che sia direttamente nelle foreste, nelle segherie o nell’industria secondaria della lavorazione del legno. In questa cifra tuttavia non sono compresi tutti i lavoratori impiegati in settori legati in maniera soltanto indiretta all’industria del legno, quali ad esempio la vendita del legno e dei materiali da costruzione. Un quadro analogo si delinea in Germania, dove troviamo 648.000 persone impiegate solo nel settore del legname. Se si sommano i lavoratori del settore forestale e di quello del legno, la cifra che si ottiene supera persino quella degli occupati nell’industria metallurgica ed elettrotecnica (vedi figura 8). L’industria del legno in Austria conta circa 1.500 aziende, di cui la maggior parte, ossia 1.200, sono segherie. I rami più importanti in termini di volume di produzione sono l’industria segheria, l’industria del mobile, l’edilizia, l’industria dei materiali a base di legno e, come logico che sia in Austria, l’industria dello sci. Grazie alle più diverse innovazioni tecniche, al livello sempre crescente di automazione e ai progressi compiuti dalla digitalizzazione, negli ultimi anni i profili professionali e le esigenze richieste al personale si sono modificati radicalmente. Altrettanto grande è la quantità di opportunità lavorative offerte dal settore: il ventaglio spazia dai selvicoltori ai tecnici del legno, passando attraverso le figure di periti aziendali ed informatici, fino ad arrivare agli ispettori, ai giuristi e agli esperti di marketing. Figura 8 – Occupati nel settore forestale e in quello del legno in Germania Settore forestale e del legno Mille occupati Industria meccanica ed impiantistica 978 841 742 648 434 Settore forestale Tipografia ed editoria Settore del legno 1.107 Industria elettrotecnica ed elettronica Industria automobilistica Settore del legno Industria chimica e farmaceutica 800 900 1.000 1.100 1.200 700 600 500 400 300 200 100 Cluster Forst & Holz Tausend Beschäftige Manschinen- & Anlagenbau 978 841 742 648 434 Forstwirtschaft Druckerei & Verlage Holzwirtschaft 1.107 Elektrotechnik- & Elektronikindustrie Automobilindustrie Holzwirtschaft Chemie- & Pharmaindustrie 800 900 1.000 1.100 1.200 700 600 500 400 300 200 100

SOSTENIBILITÀ 12 Grande valore, grandi vantaggi Le 2.000 aziende dell’industria segheria tedesca realizzano un fatturato annuo di 5 miliardi di Euro. Nel 2017 il taglio annuale sostenibile del legname nell’economia forestale tedesca è stato di circa 53 milioni di metri cubi di legname senza corteccia. Di questi, circa 35 milioni di metri cubi sono stati tagliati e lavorati dall’industria segheria tedesca. In Austria l’industria del legno realizza complessivamente 6,12 miliardi di Euro all’anno. Oltre il 70% dei prodotti nazionali viene esportato, principalmente nell’UE e in gran parte nei paesi confinanti Germania e Italia. Con un surplus commerciale verso l’estero di 3,08 miliardi di Euro, l’industria del legno austriaca produce entrate paragonabili a quelle del settore turistico. Degli oltre 17 milioni di metri cubi di legname, senza corteccia, raccolti ogni anno nelle foreste austriache, la maggior parte viene impiegata dall’industria segheria, che prepara la materia prima, ossia il tondame, per le industrie secondarie quali ad esempio i produttori di mobili o l’industria edile. Il 63% della quantità di legno di conifera raccolto, ossia 14,57 milioni di metri cubi, va alle segherie, il 16% trova impiego nel settore del legno per usi industriali e il 21% viene utilizzato per produrre energia (vedi figura 9). Con una percentuale del 98%, il legno di conifera impiegato nell’industria segheria predomina nettamente sul legno di latifoglie (2%). Analogamente a quanto accade nell’industria del legno tedesca, anche l’economia del legno austriaca dipende dalle importazioni di tondame per riuscire a coprire il crescente fabbisogno. Figura 9 – Disboscamento in Austria in metri cubi di legname raccolto senza corteccia; Holzeinschlagsmeldung (statistica ufficiale annuale sul disboscamento) del 2015 Energie Industrieholzbereich Sägewerke 21% Energia 16% Settore del legno per usi industriali 63% Segherie 66% Ener 24% Setto 10% Segh 63% 16% 21% Energie Industrieholzbereich Sägewerke 21% Energia 16% Settore del legno per usi industriali 63% Segherie 66% Energia 24% Settore del legno per usi industriali 10% Segherie 63% 16% 21%

SOSTENIBILITÀ 13 Il principio “zero rifiuti” di binderholz L’obiettivo principale di binderholz è quello di sfruttare in modo ottimale la materia prima legno. Per questo motivo alla binderholz ogni parte del tondame viene assegnata al tipo di utilizzo più efficace e più efficiente sotto il profilo delle risorse. I segati che escono dalla segheria vengono quindi rielaborati in moduli costruttivi in legno massiccio come ad esempio pannelli in legno massiccio, legno lamellare o X-LAM BBS, che a loro volta vengono impiegati nell’edilizia in legno moderna. Per prolungare la durata di vita utile, ossia la cosiddetta cascata, dei prodotti a base di legno, sono a disposizione ulteriori possibilità di utilizzo: I prodotti secondari che derivano dalla produzione di segati, quali ad esempio la corteccia, i trucioli o la segatura, possono essere impiegati all’interno di centrali termoelettriche a biomasse come vettori energetici per una produzione di elettricità e calore ad impatto climatico zero oppure acquistati sotto forma di pellet e bricchette come biocombustibili per uso domestico. Un’altra possibilità di utilizzo per questo prodotto secondario è rappresentata dalla lavorazione nell’ambito dell’industria dei materiali a base di legno o nell’industria della cellulosa. Il tondame viene quindi sfruttato al 100% e non vengono prodotti rifiuti dannosi per l’ambiente (vedi figura 10)! Grazie all’esperienza di aziende, studi di ingegneria ed architetti che operano nell’edilizia in legno, i segati così ottenuti vengono indirizzati verso l’utilizzo migliore che se ne possa fare nel campo dell’edilizia; in questo modo nascono case in legno ad alta efficienza energetica, progetti di edilizia abitativa a più piani e persino grattacieli in legno! Figura 10 – Principio Zero waste 100% AUTOAPPROVVIGIONAMENTO DI TUTTI GLI STABILIMENTI DI PRODUZIONE CON SEGHERIE PROPRIE EDILIZIA COMMERCIO LAVORAZIONE FAI DA TE CONSUMATORE Segati Legno profilato Prodotti piallati Legno per giardino PRODOTTI DELLA SEGHERIA PRODOTTI IN LEGNO PER LA COSTRUZIONE binderholz X-LAM BBS Legno lamellare BSH Legno massiccio da costruzione KVH® Pannelli massicci SEGHERIE RICICLAGGIO UTILIZZO TERMICO RIUTILIZZO BIOENERGIA SOTTOPRODOTTI DELLE NOSTRE SEGHERIE Energia elettrica ecologica Riscaldamento a distanza Biocombustibili Lettiera per cavalli Prodotti di legno pressato Energia solare Atmosfera SERVIZI FORESTALI IMBOSCHIMENTO

SOSTENIBILITÀ 14 Cifre e fatti sull’edilizia in legno Ogni 40 secondi nelle foreste austriache ricresce tanto legno quanto ne servirebbe per costruire un’intera casa unifamiliare. Ci vuole un secondo perché in Austria ricresca un metro cubo di legno. Ci sarebbe quindi materiale a sufficienza per costruire 2.160 case unifamiliari al giorno. In un anno in Austria cresce tanto legno quanto ne basterebbe per costruire 788.400 case senza nemmeno intaccare la superficie boschiva esistente. In base agli studi più recenti è possibile costruire edifici in legno alti fino a 20 piani. Uno degli edifici abitativi in legno più alti del mondo, con i suoi nove piani, si trova a Londra ed è stato costruito già nel 2008 da un’azienda austriaca: si tratta della Dalston Lane. Studi internazionali attestano che l’edilizia in legno avrà un futuro brillante. Se fino a poco tempo fa la componente ecologica era determinante, ora entrano sempre più in gioco anche validi argomenti di natura economica. Questa tesi viene corroborata dalle già elevate percentuali di edifici costruiti in legno in diversi paesi e dalla quota sempre più alta di legno utilizzato nell’edilizia (vedi figura 11). Figura 11 – Percentuali di edifici costruiti in legno in una selezione di paesi, Holzforschung München (istituto di ricerca sul legno di Monaco di Baviera) Percentuale di edifici nuovi costruiti in legno Percentuale di abitazioni private nelle quali come materiale da costruzione viene utilizzato principalmente il legno. Combinazioni di materiali intelligente Già solo un aumento della percentuale di legno per edificio si può considerare un contributo attivo contro i cambiamenti climatici Attualmente in Germania % Futuro in Germania? % % in Austria % in Scandinavia % Negli Stati Uniti d‘America Germania 1991 % 40 15 8 35 50 80 © www.christof-reich.com

SOSTENIBILITÀ 15 L’edilizia in legno: il legno e i suoi vantaggi Il legno è il materiale da costruzione più richiesto quando si tratta di realizzare case passive e a basso impatto energetico. E gli esperti lo confermano: il legno ha l’altissima capacità di soddisfare tutti i requisiti fisico-strutturali. Molte persone scelgono il legno perché è in grado di creare le migliori condizioni climatiche interne: la gradevole temperatura superficiale e la capacità di compensare i picchi di temperatura e di umidità. Il legno influisce positivamente sul benessere delle persone, e di conseguenza anche sulla loro salute: anche questo può essere considerato un fattore economico. Progetti quali ad esempio la ricostruzione dell’area dell’Aquila colpita dal terremoto dimostrano in modo convincente l’efficienza dei sistemi costruttivi in legno massiccio. Fra tutti i materiali da costruzione, il legno è quello che presenta il miglior rapporto fra peso e portata. Pertanto l’edilizia in legno consente di realizzare edifici su terreni particolarmente difficili, quali ad esempio il dorso di una montagna nella valle Zillertal in Tirolo, ma anche di contribuire alla densificazione urbana con strutture per tetti installate su case in stile Gründerzeit nel centro di Vienna. Costruire sulla base di edifici già esistenti: ristrutturazioni, modernizzazioni e densificazioni con il legno Per costruire sulla base di edifici già esistenti, l’edilizia in legno massiccio, in combinazione con i sistemi di costruzione a secco, offre grandi vantaggi rispetto ad altri materiali da costruzione grazie alla possibilità di prefabbricazione e ai brevi tempi di realizzazione che ne derivano, al peso ridotto, al bilancio di CO2 positivo e al profilo ecologico. Il risanamento termico degli edifici viene incentivato da anni dalle regioni e dai comuni. Le migliorie apportate agli edifici vengono considerate uno strumento efficace per ridurre le emissioni di CO2. I moduli ben coibentati in legno massiccio, che possono essere montati sul posto in breve tempo, rappresentano un’interessante alternativa ai metodi comunemente impiegati. Nelle città densamente popolate non esistono quasi più superfici disponibili per costruire nuovi edifici. Gli edifici già presenti offrono pertanto un grande potenziale per la modernizzazione e la densificazione. Per costruire su edifici già esistenti sono necessari sistemi costruttivi che possano essere realizzati in modo economico, veloce, silenzioso e preciso. L’edilizia in legno offre inoltre soluzioni con diversi livelli di prefabbricazione (vedi figura 12). L’utilizzo di elementi edilizi massicci e prefabbricati in BBS fa risparmiare lunghi tempi di realizzazione sul posto e comporta pertanto un minore disturbo allo svolgimento delle attività lavorative e all’area residenziale. Questo tipo di interventi non interessano infatti soltanto l’edilizia abitativa: anche edifici pubblici, scuole, asili e strutture amministrative necessitano di essere risanate. Qui l’impiego più ampio possibile di moduli prefabbricati offre vantaggi considerevoli. Figura 12 – Costruire con elementi in legno su edifici già esistenti, proHolz Austria Sopraelevazione Densificazione verticale dell’edificio esistente mediante lo sfruttamento delle riserve della sua struttura portante Fabbricato annesso Ampliamento spaziale in direzione orizzontale Riempimento Chiusura degli spazi fra gli edifici Involucro Correzione e/o sostituzione dell’involucro dell’edificio esistente (tetto/parete) finalizzati al miglioramento energetico

SOSTENIBILITÀ 16 L’economicità delle strutture in legno massiccio L'elevato grado di prefabbricazione interna nella realizzazione di elementi per l’edilizia in legno consente una produzione standardizzata e non dipendente dalle condizioni atmosferiche mantenendo la qualità invariata e controllabile. Nei capannoni di produzione la temperatura e l’umidità dell’aria sono sempre uniformi. Gli installatori lavorano in ottime condizioni e vengono predisposti inoltre in maniera quanto più estesa possibile i presupposti per l’attuazione dei lavori successivi, come le installazioni elettriche e sanitarie, in modo da far procedere i lavori nel cantiere in modo rapido e coordinato. Inoltre lo svolgimento dei lavori nel cantiere viene facilitato dalla consegna puntuale degli elementi in legno, evitando quindi inutili tempi morti. Il peso proprio ridotto delle costruzioni in legno abbassa i costi strutturali per le fondazioni dell'edificio e le fondamenta. Le infrastrutture del cantiere possono essere mantenute a dimensioni più ridotte e i costi per la logistica abbassati. L’edilizia a secco con strutture in legno accorcia in modo considerevole i tempi di realizzazione, in quanto vengono meno i tempi di asciugatura per muratura o massetti. In questo modo è possibile calcolare con precisione i tempi di realizzazione, consentendo quindi di iniziare prima ad utilizzare l’edificio, cosa che a sua volta riduce i periodi di finanziamento. Un’elevata economicità grazie al BBS Il risparmio di tempo offerto dall’edilizia in legno con binderholz X-LAM BBS può essere notevole quando si realizzano edifici di grandi dimensioni. L’elevato grado di prefabbricazione accorcia in modo considerevole la fase costruttiva, in quanto le pareti portanti devono soltanto essere trasferite e collegate fra loro. In virtù del loro peso relativamente ridotto, questi elementi prefabbricati in legno possono avere anche dimensioni estese. © Daniel Shearing

SOSTENIBILITÀ 17 Ecobilancio e uso a cascata del legno Un ecobilancio comprende l’elenco di tutti i processi rilevanti ai fini ambientali che vengono a crearsi nel corso del ciclo di vita dei prodotti e dei materiali. Fra questi rientrano anche le emissioni derivanti dal trasporto dei semilavorati o dalla produzione dell’energia necessaria ai processi produttivi. I confini del sistema di un ecobilancio possono variare a seconda del tipo di prodotto e del ciclo di vita del prodotto (vedi figura 13). Figura 13 – I confini del sistema nella produzione di legname da costruzione, Zuschnitt 65, proHolz Austria Ciclo di vita del prodotto e uso a cascata Fase 1 – La catena di produzione: dall’albero al prodotto Durante tutto il corso della produzione, che comprende la raccolta degli alberi, la fabbricazione, la lavorazione dei prodotti (segaggio, finitura superficiale, assemblaggio, etc.), il trasporto al cantiere e il montaggio, il dispendio di energia (la cosiddetta “energia grigia”) è di gran lunga più ridotto rispetto ad altri sistemi costruttivi. Dati relativi ai principali materiali da costruzione e al legno rilevanti ai fini ambientali Materiale Densità ρ [kg / m³] Potenziale di acidificazione AP [g / kg] Potenziale di riscaldamento globale GWP100 [kg CO2-eq / kg] Contenuto di energia primaria PEI in relazione alla massa [MJ / kg] Mattoni – Mattoni forati 1200 0,541 0,19 2,5 Cemento armato 2400 0,55 0,167 1,22 Legno – Segati di abete rosso piallato, ess. 450 1,51 -1,63 3,21 Legno – Pannello in legno massiccio PF 3 strati 450 2,25 -1,38 7,58 Al di fuori dei confini del sistema second life A A B C D Prodotto A1 Fornitura di materie prime A2 Trasporto A3 Produzione Processo costruttivo A4 Trasporto A5 Costruzione/posa Utilizzo B1 Utilizzo B2 Manutenzione B3 Riparazione B4 Sostituzione B5 Ristrutturazione/ rimodernamento B6 Uso operativo di energia B7 Uso operativo di acqua Fine della vita operativa C1 Demolizione C2 Trasporto C3 Gestione dei rifiuti C4 Messa in discarica Crediti e oneri Potenziale di riutilizzo, rigenerazione e riciclaggio cradle to gate – dalla culla al cancello Componenti dell’EPD (dichiarazione ambientale di prodotto per i prodotti da costruzione), la base del calcolo degli ecobilanci cradle to grave – dalla culla alla tomba CO2 C C C C C

SOSTENIBILITÀ 18 Fase 2 – L’utilizzo: il fabbisogno energetico Nella fase di utilizzo il fabbisogno energetico, la manutenzione e la gestione dell’edificio giocano un ruolo fondamentale. Le case in legno offrono il massimo livello in quanto a isolamento termico. Il legno contiene per natura cellule piene d’aria, che fanno sì che la conduzione del caldo e del freddo sia minore rispetto a quella degli altri materiali da costruzione. In inverno il freddo penetra in maniera ridotta e in estate il caldo rimane fuori. Le case in legno soddisfano facilmente i livelli di consumo richiesti per legge anche con sistemi costruttivi standard. Con sufficienti strati isolanti, nelle case in legno possono essere facilmente realizzate strutture passive o strutture da 3 litri. Rimane quindi un fabbisogno di energia di livello molto basso che conseguentemente permette di realizzare un impianto di riscaldamento di dimensioni ridotte. In base alla ÖNORM B 2320, per una casa in legno realizzata in modo adeguato ci si può attendere una durata di vita utile di almeno 100 anni. Fase 3 – Riciclaggio, smantellamento ordinato e demolizione La riciclabilità degli edifici e dei materiali da costruzione sta diventando sempre più importante a causa del futuro esaurimento delle risorse. La quantità di rifiuti derivanti dai resti di costruzione costituiti da calcinacci e calcestruzzo di demolizione ammonta a 5 milioni di tonnellate all’anno, che corrispondono al 18% dei rifiuti complessivamente prodotti dall’edilizia. Se si analizza la produzione di rifiuti derivanti dallo smantellamento, si può notare una riduzione di tale produzione all’aumentare dell’utilizzo di sistemi costruttivi che impiegano il legno. Inoltre i rifiuti derivanti dalle costruzioni in legno dimostrano di avere un elevato potenziale di riciclaggio sia a livello energetico che a livello di materiali, consentendo inoltre di aumentare ulteriormente l’efficienza di riciclaggio grazie allo sviluppo di sistemi costruttivi che contemplino il riciclaggio alla fine della loro vita utile. Per questo motivo risulta ovvio che gli sforzi siano volti ad integrare il più possibile gli elementi e i moduli utilizzati in un successivo ciclo di vita costruttivo. Grandi vantaggi in tal senso sono offerti dai sistemi costruttivi monolitici ed omogenei del BBS, in quanto permettono di rinunciare in massima parte ad una ulteriore separazione dei materiali. La scelta dei materiali che effettuiamo “oggi” influenza quindi i rifiuti di “domani”, e per questo motivo nell’ambito del processo di pianificazione bisogna assicurarsi di inserire materiali che, alla fine del loro ciclo di vita, possano essere facilmente scomposti, messi a disposizione e quindi riutilizzati in maniera ottimale come materiali (“progettati per il riciclaggio”) o come fonte di energia (“progettati per l’energia”). In questo contesto l’edilizia in legno costituisce un vantaggio, in quanto il legno può essere più facilmente manipolato e, nella migliore delle ipotesi, smontato, nonché riutilizzato come modulo completo sfruttandone il grande valore. Il ciclo di vita inizia quindi da capo. Quando una casa in legno viene smontata dopo aver finito di essere utilizzata, non lascia quindi calcinacci non riciclabili, bensì legno riutilizzabile. I singoli moduli o elementi possono essere riutilizzati o reim messi nel processo di produzione. Il legno rimanente viene sfruttato per usi energetici. In questo modo in ogni pezzo di legno impiegato continua a rimanere legata la CO2, che quindi non viene liberata nell’atmosfera fino a quando il legno non viene utilizzato per il recupero di energia nell’ultima fase del riciclaggio.

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